LA NATURA- Nel territorio dell’alta valle d’Elicona si trova un interessante itinerario naturalistico che comprende:

 

I Megaliti (le rocce giganti con forme strane sul pianoro di Argimusco, la cui valorizzazione ebbe inizio con il convegno che il Comune tenne nel 1987 con studiosi e giornalisti fra cui Matteo Collura del Corriere della Sera),

L’ovile ciclopico del gesuittu

La riserva naturale di bosco Malabotta con esemplari di falchi e aquila reale

La pineta di collabarriera, che assieme formano una area naturale in corso di inserimento nel Parco dei Nebrodi

I cubburi che sono ricoveri in pietra dei pastori

Il Fiume Elicona dove si pesca la trota e si trovano i resti dei Mulini ad acqua, gli antichi sentieri  ideali per  le escursioni a piedi e il trekking a cavallo fra paesaggi di grande bellezza

Il parco Sulla, la fonte del Tirone, le pinete di Monte Calvario e di S.Teodoro. 

 

I paesaggi e i panorami, con la vista che va dalle isole Eolie all’Etna, sono esaltati nel libro “Paesi e paesaggi dei Nebrodi”, guida storica e naturalistica patrocinata dal Parco dei Nebrodi e dalla Lega Ambiente, nel quale fra l’altro Montalbano è ricordata come la città medioevale preferita da Federico II.

 

I MITI.-  Ispirati all’ambiente, si narrano storie fantastiche legate alla grandiosità delle rocce megalitiche dell’Argimusco. Una di queste rocce gigantesche e strane ha la forma di una donna che prega a mani giunte ed ha ispirato il romanzo “Marta d’Elicona” di Melo Freni; esso narra la storia di amore di una ragazza, figlia di pastori che vivevano nei “cubburi” (simili ai nuraghi) dell’altipiano, che per le vicende d’amore si trasforma nell’orante di pietra, che è appunto la roccia a forma di donna.

Un “romanzo delle radici” lo chiama Michele Prisco, ambientato nell’epicità dei luoghi.